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MayDay

di materialiresistenti (11/02/2004 - 21:20)

Il primo maggio è nato negli USA, ma dopo il maccartismo è caduto quasi in

disuso nel suo paese d'origine. Col tempo, è stato sostituito dal ben più

innocuo Labor Day (primo lunedì di settembre).

Il 1° maggio 1886 Samuel Gompers e i prodromi della AFL proclamarono un

sciopero nazionale per le 8 ore che ebbe enorme risonanza. Come disse a New

York il fondatore della American Federation of Labor (e futuro rinnegatore

del mayday in ostilità ai wobblies) : "May 1st will be forever remembered

as a second declaration of independence." Ciò che garantì al MayDay il suo

posto nella storia come data fondante del movimento internazionale dei

lavoratori sia per anarchici sia per socialisti sia per comunist, fu quanto

accadde a Chicago 3 giorni dopo, quando una grande manifestazione

proclamata in risposta alle uccisioni di operai della McCormick in serrata

e ripetutamente attaccata dalla polizia arrivò nella piazza di Haymarket.

Una bomba fu gettata contro la polizia uccidendo sette poliziotti. La

polizia in risposta fece fuoco sulla folla. Si scatenò quindi la caccia al

sovversivo. Otto leader operai (The Chicago Eight) furono arrestati e

condannati a morte dopo un processo sommario. Cinque furono impiccati, tre

perdonati (sarebbero stati più tardi tutti riabilitati dalla giustizia,

anche il 21enne Lingg che si fece esplodere un candelotto in bocca appena

prima che il boia potesse giustiziarlo).

Nel 1889 il congresso della Seconda Internazionale che commemorava il

centenario della rivoluzione francese accettò la mozione americana di una

giornata internazionale per le 8 ore e i martiri di Chicago da tenersi il

1° maggio 1890. Grandi manifestazioni furono tenute nelle Americhe, in

Australia, a Parigi e Londra, dove mezzo milione di persone sfilarono sotto

l'occhio entusiasta di Engels: "The proletariat of Europe and America is

holding a review of its forces; it is mobilized for the first time as one

army, under one flag, and fighting for one immediate aim: an eight-hour

working day." Era nato il mayday globale.

Grandi MayDay prima della Grande Guerra furono quelli ribelli e insorgenti

del 1905 e del 1912, in cui gli anarcosindacalisti della IWW e della CGT

amplificarono da una parte all'altra dell'Atlantico proclami di

insubordinazione operaia, di sciopero selvaggio e di sabotaggio contro il

neonato taylorismo. Come diceva il distintivo Wobbly: "I won't work longer

than 8 hours after May 1st 1912: How About You?"

http://historyproject.ucdavis.edu/imageapp.php?Major=LB&Minor=F&SlideNum=5.00

Dopo il 1919, quando furono conquistate le 8 ore in tutto il mondo (con

ripetuti scioperi generali e la nascita dell'ILO), il testimone del mayday

sarebbe passato soprattutto in mani comuniste. Il mayday del 1936 festeggiò

la presenza del Fronte Popolare a Parigi come a Mosca, a Barcellona come a

Madrid, come sussulto d'orgoglio del movimento operaio europeo di fronte al

cupo avanzare di fascismi e nazionalismi più o meno clericali: quella

destra invincibile poteva essere vinta. Ci vollero Stalingrado, milioni di

morti e la guerra partigiana, nonché le due più grandi armate di

liberazione/invasione della storia, ma il nazismo e il fascismo furono

schiacciati. Pochi però sanno che fu all'alba del Primo Maggio 1945 che la

notizia dell'avvenuto suicidio di Hitler ed Eva Braun e l'offerta di resa

vennero recate dal gen Krebs al comandante russo Chuikov. E' quindi il

Primo Maggio che viene detta la parola fine sulla parte europea della

guerra più mortifera di ogni tempo, vinta dall'alleanza eterodossa fra

fronte popolare staliniano e new deal roosveltiano*.

La Russia di Putin ha rinunciato, se non al giorno di festività, alla festa

internazionale dei lavoratori che l'URSS celebrava in pompa magna in un

oceano di bandiere rosse: "May Day, until recently officially termed

International Workers' Solidarity Day is now known as Spring and Labour

Day." E' rimasta la Cina Popolare (e anche la Corea del Nord) a continuare

a scandire il primo maggio con faraoniche sfilate criptomilitari che

tentano di puntellare di messaggi roboanti e iconografia iperretorica

un'ideologia proletaria in avanzato stato di obsolescenza.

Giungiamo quindi al MayDay 2004. Sarà a Milano e Barcellona, giassapete. E,

come sempre, a Londra e Berlino, teatri da ormai vent'anni di scontri in

grande stile con i riot cops. Ma soprattutto sarà il giorno in cui i dieci

nuovi paesi dell'Europa Centro-Orientale (Polonia, Ungheria, Cechia,

Slovacchia, Slovenia, Lettonia, Lituania, Estonia più Malta e Cipro del

Sud) faranno ingresso nell'Unione Europea: i nostri capitali potranno

circolare liberamente nei loro paesi, ma i loro lavoratori non potranno

fare altrettanto nei nostri. Quindi, niente festa per i migranti slavi e

baltici. E forse niente festa nemmeno per l'Europa, visto che sono anche i

paesi della New Europe, nuovo baluardo orientale della NATO tanto amato da

Rumsfeld. Il primo maggio 2003 (forse per dispiacere i cinesi?) Bush e

Condoleeza vestiti da top gun sono atterrati su una portaerei fra le luci

dei riflettori, dichiarando che la guerra in Iraq era finita. Non era altro

che una menzognera farsa... O forse l'ennesima manifestazione storica

dell'Effetto MAYDAY?

I say mayday, you say mayday,

we all say MAYDAY MAYDAY,

lx

*Almeno così la vedo io, anche alla luce di Yalta e della fondazione

dell'ONU. Il Popular Front fu molto forte negli USA degli anni 30-40. Erano

gli anni del mitico American Labor Party di New York, del District 65 della

Retail Wholesale Department Store Union, della CIO di socialisti e

comunisti che organizzavano le industrie mass production dell'automobile,

dell'elettricità, dell'acciaio, della brigata Lincoln in Spagna ecc. ecc.

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