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Louis Althusser

di materialiresistenti (28/02/2009 - 07:56)

RIPROPOSTE: Nuova edizione del saggio «Per Marx»

di Cristian Lo Iacono



La scienza esatta di Louis Althusser

Louis Althusser non è stato soltanto il filosofo marxista più influente negli anni Settanta. L'anti-umanesimo, la critica del riduzionismo, della categoria di soggetto, di ogni filosofia dell'origine e del fondamento, tutti discorsi marcati da un'appartenenza difficile allo strutturalismo, sopravviveranno anche nelle teorie poststrutturaliste degli anni Ottanta. Il decorso decostruttivo entro il marxismo non ha avuto gran successo in Italia e ciò ci fa apparire erroneamente il filosofo francese come un pensatore «datato». Invece, alcuni saggi di Per Marx - di recente ritradotti a cura di Maria Turchetto - soddisfano esigenze ancora attuali, come quella di pensare l'articolazione delle soggettività e delle istanze strutturali e sovrastrutturali entro un quadro capace di ispirare nuova progettualità politica. Possiamo dire, con una battuta, che Per Marx, a dispetto delle sue intenzioni restauratrici, inaugurò l'ultimo ciclo di crisi del marxismo a noi noto.

In effetti, l'afflato che attraversa tali scritti pare quello di restaurare il pensiero di Marx contro le deformazioni dei marxisti, di liberare Marx dalle catene dell'hegelismo, ma anche dalle incrostazioni etiche e filosofiche che la riscoperta dei Manoscritti del 1844 aveva contribuito a formare attorno al suo corpus dottrinale. Il concetto di rottura epistemologica permette ad un tempo di pensare il marxismo come scienza, poiché è la rottura costituente una episteme, ma quanto al suo oggetto permette di isolare Marx rispetto a Hegel e allo hegelismo. La tesi storiografica ed epistemologica di Per Marx è quella della doppia distanza di Marx sia dall'antropologia di Feuerbach, sia dall'idealismo assoluto di Hegel. Althusser riteneva strategica questa pars destruens prima di descrivere in termini positivi «la filosofia di Marx» in Leggere il Capitale. Inoltre, dietro la biografia intellettuale del filosofo di Treviri Althusser pare fare i conti con la propria coscienza filosofica precedente, dall'umanesimo a Hegel.

La prevalenza del momento negativo è forse il motivo per cui Per Marx può essere letto come l'inaugurazione di una crisi. Certamente pone una cesura epistemologica mai ricucita. Non che manchino dei concetti davvero nuovi: le tesi sull'ideologia, il concetto di surdeterminazione, la teoria della contingenza, per fare alcuni esempi, rappresentano delle novità assolute nel campo del marxismo. Ma l'impressione è che essi denuncino delle mancanze piuttosto che delle scoperte da parte di Marx e che Althusser li abbia formulati per poi ritrattarli.

Prendiamo la surdeterminazione, il perno della possibilità di pensare la contraddizione fuori dell'ambito speculativo hegeliano. Ma si tratta di un concetto marxiano? Ammesso che sia vero che in Hegel la contraddizione è contraddizione semplice e mai surdeterminazione complessa, siamo sicuri che in Marx sia presente, anche solo allo stato operativo, un concetto di contraddizione surdeterminata? Forse per questa ragione, già in questo saggio del 1962 i tentennamenti di Althusser sono tali da impedirgli una vera rottura con la metafisica (in questo caso materialistica), perché ciò avrebbe dovuto implicare l'ammettere che un rinnovamento della dialettica sarebbe stato possibile non solo congedandosi da Hegel, ma superando anche Marx. A quel punto però sarebbe crollata anche la tesi della consapevole rottura epistemologica, che si ridurrebbe a un'esigenza sentita da Althusser e solo parzialmente presagita da Marx. Per evitare tutto ciò Althusser è costretto a fare delle petizioni di principio, prive di basi testuali, che non siano la famosa frase sul «rovesciamento» e sul nocciolo mistico della dialettica hegeliana.

Il concetto di surdeterminazione, mutuato da Freud e originalmente introdotto nel linguaggio marxista, possiede una notevole valenza antimetafisica. Ma si ha l'impressione che Althusser temesse di liberarne pienamente le potenzialità, così che il tentativo di articolare «ultima istanza» economica ed «efficacia specifica» sovrastrutturale fallisce. Non si vede poi l'enormità della cesura che il marxismo rappresenterebbe rispetto allo hegelismo, dato che il rapporto hegeliano «essenza-fenomeno-verità di...» non scompare. Althusser ci assicura che la «dialettica economica non gioca mai allo stato puro», che insomma le istanze sovrastrutturali non finiscono mai di concorrere, di interferire con quella economica. Possiamo piuttosto chiederci se non si possa parlare di affinità tra lavoro della surdeterminazione e quello della différance. L'ultima istanza sembra affine a un principio ultimativo che segna il limite oltre il quale nella catena della causalità storica non si discende più. La contraddizione principale sarebbe il «motore» e il principio di intelligibilità dei processi. L'ultima istanza sarebbe l'origine immanente e la surdeterminazione sarebbe il tentativo di liberarsi da questo principio metafisico. Ora, come per Derrida l'essere non scompare ma lascia una traccia come effacement, così per Althusser l'ultima istanza sarebbe conservata leggibile sotto cancellatura. Essa non è espulsa, piuttosto è proiettata ai limiti della temporalità storica. Non vedremo mai la pienezza dei tempi, né risaliremo alla scaturigine pura del divenire storico. La storia è il terreno in cui gli avvenimenti accadono sempre sotto una determinazione multipla e contraddittoria. Il processo di semplificazione fino all'ultima istanza è senza fine né approdo.

LOUIS ALTHUSSER, PER MARX, MIMESIS, TRADUZIONE DI MARIA TURCHETTO, PP. 225, EURO 18

www.ilmanifesto.it

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Après le progrès

di materialiresistenti (26/02/2009 - 14:04)

Philosophe et enseignant à l'IHECS à Bruxelles, Pascal Chabot témoigne dans Après le progrès de son intérêt pour la technique (et pour la pensée de la technique) dont il avait déjà fait preuve dans un ouvrage consacré au philosophe considéré comme le théoricien par excellence de la question : Gilbert Simondon. Le titre pourrait surprendre parce qu'il suggère la nécessité de scinder progrès et technique. Rousseau ne supposait-il pas, déjà, que le concept de progrès était à penser sous la modalité de l'ambivalence ? La première exigence serait donc de désaffilier le progrès de la technique et de relativiser la notion elle-même. Le langage tend à hypostasier le progrès, à en faire une notion générique, universalisante, capable par là même de générer délires et désillusions ; ce qui explique, ainsi, la tentation d'assimiler progrès et toute puissance technique. Progredi, marcher vers l'avant, sans régression possible, dans un temps linéaire, serait-ce le trait invariable du progrès, le signe de son inscription dans la durée et de notre soumission involontaire ? À cette conception du progrès, l'auteur oppose les penseurs du devenir qui, de Bergson à Deleuze en passant par Simondon, temporalisent véritablement le progrès sans spécification ni conversion spatiale ("Les progrès sont toujours enfants des circonstances, dans leur hic et nunc, dans leur ecceité, dirait Deleuze").
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Great Recession

di materialiresistenti (25/02/2009 - 19:39)

In Depression, Rigidity a Boon, Flexibility a Scourge

FLEXIBILITY GIVES WAY TO RIGIDITY’S VIRTUES

By Paul De Grauwe, February 22 2009

The economic paradigm developed during the boom years was based on the idea of flexibility. The economically successful countries were those that allowed flexibility in goods and labour markets. Rapid growth lay ahead of them if they permitted companies to hire and fire without restrictions; if wage contracts made it possible for companies to adjust wages up and down quickly to changing economic conditions.


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Capitalismo e carattere

di materialiresistenti (23/02/2009 - 15:21)

Capitalismo e carattere

Note in margine a "Reich, modo d'uso" di J-P.Voyer*

di Fabrizio Bernardi

Tutto accade come se l'uomo cercasse soltanto
una certa forma di sicurezza nel terrore.
(G.Henein)

Si rimprovera al marxismo di essere  «grossolanamente
riduttivo» perché spiega ogni cosa riconducendola
all'attuale organizzazione economica, quando
non è nella teoria ma nella realtà che l'economia
«riduce» tutta la vita degli uomini.
(J.Semprun)

1. Dal tempo in cui Reich conduceva le sue ricerche sulle resistenze caratteriali, la peste emozionale si è ulteriormente diffusa e approfondita. Il carattere nevrotico è stato sostituito, quale tipo di personalità dominante – perlomeno nelle società a capitalismo avanzato – da quello schizoide. La differenza è sostanziale: mentre il primo, infatti, è schematicamente il risultato della repressione e del contenimento dei desideri, il secondo è invece identificabile con una soppressione radicale del desiderio in quanto tale(1). Notiamo, en passant, come sia stato precisamente questo passaggio a consentire la spettacolarizzazione/mercificazione generalizzata della sessualità e, in generale, la colonizzazione integrale dei corpi(2), quale risposta del dominio capitalista alle istanze di liberazione sessuale-affettiva emerse – in opposizione alla vecchia morale sessuofobica e strettamente intrecciate con il conflitto sociale – nel corso del secolo scorso, e alla loro valenza sovversiva.  

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Communism is back

di materialiresistenti (23/02/2009 - 15:12)

Communism
is back and we
should call it
singularity


A book launch and discussion with Franco Berardi aka Bifo

5pm Friday, February 27th in the Octagon Room, People's Palace @ Queen Mary,
University of London, Mile End Road, E1 4NS

The event marks the first and long awaited
publication of his work in English: Félix Guattari. Thought, Friendship, and Visionary
Cartography
(London: Palgrave, 2008), and Precarious Rhapsody. Semio-capitalism and the
Pathologies of the Post-Alpha Generation
(London: Autonomedia, forthcoming)
.  The launch
will be followed by a social evening at the Freedom Bookshop, Angel Alley, 84b
Whitechapel High Street, E1 7QX. All welcome.

"One hundred years ago Marinetti published the Manifesto of Futurism. It inaugurated a
century that believed in the future - initiating a process where the collective organism
became machine-like. This becoming-machine has reached its finale with the concatenations
of the global web and is now being overturned by the collapse of a financial system
founded on the futurisation of the economy, debt and economic promise. That promise is
over. The era of post-future has begun." From the Manifesto of Post-Futurism


"Gilles Deleuze was welcomed into the reception room of university respectability, while
Félix Guattari was left out. He was not an academic and he mixed with the wrong crowd.
Guattari without Deleuze built a philosophical style out of his psychiatric practice, his
work as a political militant, and his training in biology and pharmacology. To the
rhizomatic machine Guattari brought the concrete micro-material of his inquiry, the
molecular method of 'cut-up', montage, decomposition and recomposition, and combinatory
creation. The crystalline acuity of the Deleuzian philosophical razor combined with the
Guattarian material swarm of bio-informational principles form the rhizomatic machine."
From Félix Guattari. Thought, Friendship, and Visionary Cartography.

Franco is a writer, critic, and pioneer media theorist. Like others involved in the
Italian political movement of Autonomia, during the 1970s he fled to Paris, where he
worked with Félix Guattari in the field of schizoanalysis. He is the co-founder of the
e-zine rekombinant.org and the free television network Telestreet. He is also
Professor of Social History of Communication at the Accademia di Belle Arti of Milan. For
more information and writings by the author, look here .

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