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Archivio Maggio 2007

merce/corpo/linguaggio in PPP

di materialiresistenti (29/05/2007 - 19:48)


Mercificazione di corpo e linguaggio in Pier Paolo Pasolini

di Alessandra Grandelis

 


Nell’epoca della globalizzazione, dell’abbattimento delle frontiere spaziali nel tempo di un “clic”, della proliferazione di sistemi comunicativi tanto diversi, l’uomo vive il paradosso dell’incomunicabilità che lo sospinge ai margini di una nuova babele in cui nemmeno il linguaggio corporale è più decifrabile, quell’archetipo linguistico che ci accompagna fin dalle epoche primitive, trovando nella ritualità della danza la propria forma d’espressione. Ma l’odierna sordità al linguaggio del corpo implica un problema ben più complesso, legato alla perdita del significato/valore del corpo stesso e la sua quotidiana mercificazione televisiva, come ogni altro bene di consumo, ne è la prova.

La visionarietà sibillina di Pier Paolo Pasolini è riuscita a cogliere provocatoriamente ma in modo efficace e puntuale la dimensione del discorso intorno alla disumanizzazione fisica della nostra contemporaneità o, meglio, ha messo in luce come la meccanica dell’alienazione passi anche attraverso la demolizione oggettiva del corpo, contribuendo ad allargare il valore semantico della parola  prostituzione.

Per leggere tutto: http://www.trickster.lettere.unipd.it/numero/rubriche/lingue/grandelis_pasolini/grandelis_pasolini.html

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Corsani/Marazzi

di materialiresistenti (28/05/2007 - 18:35)

Conversazione sul bioreddito e sulla risocializzazione della moneta

 
Mise en ligne le dimanche 25 février 2007

Antonella Corsani : Cosa diresti se affermassi alla lettura del tuo saggio “Ammortamento del corpo-macchina” che la socializzazione dei mezzi di produzione è consubstancielle alla natura del capitale fisso come capitale umano nel senso in cui tu declini, o piuttosto deformi, questo concetto dopo averlo strappato al pensiero neo-liberale et ibridato con il concetto marxiano di lavoro vivo ?

Christian Marazzi : Sulla socializzazione dei mezzi di produzione hai colto nel segno : la separazione tra capitale e lavoro di tipo fordista era mediata da processi di produzione “macchinici”, che assicuravano (sebbene parzialmente) al bioreddito di essere una variabile dipendente dal capitale. Cioè : di impedire che la riproduzione si autonomizzasse dal capitale. Nel modello antropogenetico (o biopolitico che dir si voglia), i processi di produzione sono umani, per cui la socializzazione dei mezzi di produzione non è mediata dal capitale macchinico, ma dal corpo della forza-lavoro. Forse sono proprio le nuove patologie legate al lavoro che svelano (in negativo) la nuova forma della regolazione capitalistica di questa socializzazione. Come dire che il reddito sociale ha oggi una dimensione “invalidante” e escludente, serve a medicalizzare le patologie del mercato del lavoro, invece di liberare energie vitali. “Business Week” ha recentemente dedicato un dossier al settore sanitario americano che, negli ultimi 5 anni, è stato l’unico in assoluto a creare occupazione (1,800 milioni di nuovi posti di lavoro) ! A conferma sia della natura antropogenetica/biopolitica del capitale cognitivo, sia della declinazione patologizzante del welfare state emergente (in cui malattia e guerra - tanatopolitica ? - “regolano” i processi di socializzazione).

Per leggere tutto: http://multitudes.samizdat.net/article2861.html

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Christian Marazzi

di materialiresistenti (28/05/2007 - 18:34)

L’ammortamento del corpo-macchina

 
Mise en ligne le dimanche 25 février 2007

Una delle caratteristiche del nuovo capitalismo è la perdita di importanza del capitale fisso, della macchina nella sua forma fisica, quale fattore di produzione di ricchezza.

La smaterializzazione del capitale fisso e dei prodotti-servizio ha quale suo corrispettivo concreto la “messa al lavoro” delle facoltà umane quali la capacità linguistico-comunicativa e relazionale, le competenze e le conoscenze acquisite in ambito lavorativo e, soprattutto, quelle accumulate in ambito extra-lavorativo (saperi, sentimenti, versatilità, reattività, ecc.), insomma l’insieme delle facoltà umane che, interagendo con sistemi produttivi automatizzati e informatizzati, sono direttamente produttive di valore aggiunto.

La dematerializzazione del capitale fisso e il trasferimento delle sue funzioni produttive e organizzative nel corpo vivo della forza-lavoro, è all’origine di uno dei paradossi del nuovo capitalismo, ossia la contraddizione tra l’aumento d’importanza del lavoro cognitivo, produttivo di conoscenza, quale leva della ricchezza e, contemporaneamente, la sua svalorizzazione in termini salariali e occupazionali.

Per leggere tutto:  http://multitudes.samizdat.net/article2860.html

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Banalità di base

di materialiresistenti (27/05/2007 - 12:20)

Breve storia dell'Internazionale Situazionista


INTRODUZIONE

All'Internazionale Situazionista ci sono arrivato partendo dalla psicogeografia. Mi piacciono le mappe fin da piccolo, le seguivo e mi hanno inseguito fin qui. Disegnavo mappe mentali prima di scoprire che si chiamassero così. Poi ho sentito parlare di psicogeografia e mi son buttato nella ricerca. Delusione. Di materiale sulla psicogeografia non ne gira un granché, i situazionisti han prodotto qualcosa negli anni 50, ma i concetti di urbanismo unitario e psicogeografia sono stati presto abbandonati dal gruppo.

Un peccato. Avevo pensato di rivedere quei primi lavori dell’IS e rimetterci le mani sopra ma mi son trovato davanti ad un muro di confusione. A prima lettura, i testi situazionisti appaiono contorti  se non sei familiare con due o tre concetti di base sul contesto da cui sono fuoriusciti. Armato di queste nozioni invece, quegli scritti ostici si sfaldano davanti agl'occhi diventando di colpo semplici, quasi banali.

Questo per quanto riguarda i testi originali. L'eredità dell'IS è altra sorte di ingarbugliamento. L'aggettivo situazionista sembra riempire la bocca di uno spettro incredibile di persone, gruppuscoli, movimenti. Situazionista è Striscia la Notizia, situazionista è Blob (minchia... la tele detournata) situazionista è il giovane artista che lavora in strada. Non ci interessa entrare nella mischia, ne abbiamo avuto un assaggio scrivendo questa storia e ci basta.

La storia. Come dicevo all'inizio, l'intenzione era di scrivere un pezzo sulla psicogeografia ma abbiam cambiato idea. Ci mancava una mappa per orientarci, mancava una storia concisa dell'IS, e così ne abbiamo scritta una.

Di biografie dell'IS ne gira qualcuna per carità, ma nessuna ci è sembrata utile ai nostri scopi. Tutte sono partigiane di una fazione o di un altra. Ad esempio Martos, (Rovesciare il Mondo), una macedonia di citazioni e slogan pro-situ, oppure Assalto alla Cultura di Stewart Home mini stroria dell'IS distorta ai fini di dare un pedigree al Neoismo, e così via.

Spero questa nostra breve storia serva a tutti quelli che come me han sempre e solo sentito parlare di IS in termini vaghi e confusi, quando tutto quello di cui avevano bisogno era una semplice mappa dell'IS per orientarsi fra il materiale originale.

Onesto Lusso, Londra, 1 Aprile 1995

Per continuare a leggere: http://www.corinna.it/qui/npu/storie/BBit99.rtf

nottingham psychogeographical unit

 

http://www.corinna.it/qui/npu/

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TIQQUN

di materialiresistenti (24/05/2007 - 20:08)

 

Introduction to Civil War [fragments]

 

1.  The elementary human unity is not the body

—the individual—but the form-of-life.

 

2.  The form-of-life is not beyond bare life,

it is its intimate polarization.

 

3.  Each body is affected by its form-of-life as

if by a clinamen, a penchant, a leaning, an attraction,

a taste. What a body leans toward also leans toward it.

This goes for each and every situation.

All inclinations are reciprocal.

 

To continue: http://www.softtargetsjournal.com/v21/tiqqun.html

 

 

 

 

 

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